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Sappiamo tutti che il tempo è una risorsa limitata e non rinnovabile; per quale ragione allora ne perdiamo di continuo?!?

Troppi impegni? Acqua… La passione per lo shopping online? Mmmh, no… Disorganizzazione? Nemmeno…

È qualcosa di molto più nascosto e molto più pericoloso!

Qualcosa di cui non parla nessuno, ma che riguarda tutti!

Cecilia Sardeo Podcast

Scopri di cosa si tratta e come rimediare con una semplice domanda, da iniziare a porti SUBITO!

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Quali sono le tue strategie per mantenerti produttivo? 

Via alle condivisioni, perché ricorda … non c’è modo migliore di crescere che farlo insieme!

Ceci <3

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cecilia sardeo firma nome

36 commenti su “La Soluzione (Inusuale) per Non Perdere Più Tempo Prezioso.”

  1. Questo video gentile Cecilia mi e’ molto piaciuto e conferma appieno la mia repulsione spasmodica ai social media. Io vivo in Cina e ogni giorno, ogni momento e ogni istante della giornata puoi vedere milioni d’imbecilli cinesi catturati dai loro cellulare al punto tale di andare a sbattere contro i pilastri, contro le persone e contro qualsiasi altro oggetto. Fa veramente paura una tale paranoica dipendenza da quello che esce da quel stupido rettangolo di tecnologia che tengono incollato nel palmo della mano destra. Immaginate che cosa succederebbe se per un motivo tecnico oppure per programma governativo all’improvviso non ci fosse più connessione oppure il rettangolo elettronico non parlasse più oppure ti obbligasse a fare determinate azioni in cambio della connessione.

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  2. Ciao Cecilia ho 53 anni e devo dire che personalmente non vivo quest’era tecnologica in questo modo così compulsivo, almeno per quanto riguarda i social. Non che non sia ammalato di dipendenza da smartphone , anch’io spesso non appena mi ritrovo in solitudine ad esempio mentre aspetto il treno la prima cosa che faccio è quella di estrarre dalla tasca il “rettangolo elettronico” come lo chiama Giuseppe e inizio a leggere news. Ecco io penso che l’errore che a molti di noi porta ad un uso spasmodico di questi strumenti sia la necessità di porre fine alle nostre solitudini. Ci sono vari tipi di solitudine e più uno ne soffre e più probabilmente diventa schiavo della tecnologia. Però siamo sempre noi la causa, non demonizziamo lo strumento che, come hai sottolineato tu, può diventare un’arma per fare/dare qualcosa di noi agli altri e a noi stessi.

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  3. Ciao Cecilia, come Paolo ho un’età (56 anni) che non mi colloca tra i dipendenti dallo smartphone. Più che la paura della solitudine, che gli “amici” dei social secondo me non risolvono, non capisco come si possa credere che ogni secondo durante il quale tu non abbia il cellulare in mano, ti possa esser perso qualcosa di importante. Vivo a Genova e qui in città ogni 300 metri c’è un semaforo. Con puntuale imbecillità, molta gente che vedo per strada ad ogni semaforo estrae il rettangolino e lo scorre convulsamente, senza contare quelli che lo fanno mentre vanno, anche in motorino, perchè sono “bravi a farlo”. Non sono contrario alla tecnologia, son contrario al modo in cui viene usata. Già le pubblicità che ti dicono “sarai sempre connesso!” creano dipendenze che i giovani accettano passivamente e che non riesci ad estirpare. Il più bel tempo “perso” è davanti ad una birra in compagnia di un amico, secondo me. Senza rettangolini sul tavolo.

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  4. Ciao Cecilia
    ( se la conosci la eviti) calza a pennello anche nel problema odierno
    Il cellulare nato con lo scopo di comunicare in libertà tra individui anche a migliaia di chilometri di distanza
    ci poteva stare, poi si passa a smartphone e quindi raggiunto lo scopo, cioè quello di isolare le persone,
    molti non se si rendono conto dei danni che si fanno.
    L’individuo isolato è maggiormente manipolabile, non esiste nessuna apparecchiatura elettronica
    che possa sostituirsi ad un reale contatto umano fatto di stretta di mano sorrisi abbracci e baci, quando si
    perdono questi semplici gesti siamo ridotti a semplici robot e abbiamo già seppellito l’anima.
    Steve Job non voleva che i propri figli fossero calamitati dai suoi melafonini o altre diavolerie simili.
    La droga moderna cosi si può chiamare (smartphone) ci rende zombie, schiavi di questi aggeggi.

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  5. Ciao Ceci credo che il Servire sia proprio quello che volevo sentire e volevo condividere anche con Te..certo annia fa forse era un piacere per essere considerato?..approvato?..ma quando un cammino è fatto per crescere e per aiutare persone in difficoltà, dando loro un suggerimento, una mano, ecco che ti rendi conto che non è più il piacere di paicere agli altri, ma un piacere di servire chi è in difficoltà..ed ecco che questo inevitabilmente fà aumentare coloro che ti stimano, ti seguono, ma non per un piacere, ma perchè ciò che si dà loro, non è altro che un suggerimento della propria esperienza di vita propria e di coloro che nel mondo ce l’hanno fatta, lasciando chi pensa di saperne di più e continuano a riderti dietro, senza rendersi conto che la loro vita peggiora e non migliora..il mio umile pensiero..grazie e ti seguo sempre. Ciao a tutti! 🙂

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    • Quando il lavoro chiama, di sicuro i tempi si espandono! Ma attraverso il tuo lavoro, stai già servendo per qualcosa che vada oltre l’approvazione degli altri 😉😉😉

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  6. B.giorno Cecilia.
    Pure io, quasi anziana, uso i socials….
    Vivo lontana dalla famiglia. Faccio parte di un gruppo americano che propone prodotti online…..beh e impossibile non passare del tempo davanti ad uno schermo…il troppo nuoce ovviamente,
    L’intelligenza bisogna usarla. Certo che se non li sai usare sei out, ma non vanno usati a sproposito.
    Abbracci.

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  7. Sono stata 30 giorni senza social, per scelta e devo dire che mi è piaciuto tanto. Quando l’ho fatto ero molto impegnata col lavoro di insegnante e quello di madre single.
    Ora sono disoccupata e mi ritrovo a navigare spesso su fb. Lo confesso, mi sento sola. e qualche volta vuota.
    La mia non è una dipendenza da fb, ma da un amore non corrisposto, un lavoro che tarda e la tendenza a non apprezzare quello che ho

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    • Ciao Marzia! Stai già compiendo una delle missioni più difficili al mondo, essere madre e in più ti trovi in questo compito sei anche sola. Complimenti per la tua forza! I social a volte aiutano nel riempire quel vuoto facendoci sentire meno soli, di sicuro hanno questo potere! Per la tua nuova ricerca lavorativa, se hai voglia di pensare alla tua situazione con degli occhi nuovi, penso che questa Masterclass gratuita possa esserti d’aiuto! Fammi sapere cosa ne pensi https://goo.gl/MywG8g

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  8. Ciao cecilia, mi piace molto leggerti ma raramente lascio commenti. Spesso mi ritrovo in quello che dici come adesso. Forse è la mia età che mi ha sempre portato ad usare con saggezza i social sin dalla mia prima iscrizione. Anche whatsapp lo uso per comunicare ma le mie risposte non sono mai immediate. E secondo sempre per aiutare gli altri e il mondo. Continua così, sei davvero brava e dai molta carica.

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  9. Ciao Cecilia, grazie a dio questo virus non mi ha ancora infettato, uso le piattaforme dei social network per lavoro e qualche volta aggiorno la mia pagina fb. Ma oltre a lavorare molto e non avere tempo per farlo preferisco portare i miei cani a fare un giretto o leggermi un bel libro al posto di guardare ciò che fanno gli altri al posto di vivere la mia vita. Per cui per me è meglio spegnere il cellulare, non accendere il pc e così si evitano tante perdite di tempo. È meglio vivere la vita che lasciarla scorrere via no? Un bacio grande

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  10. Io sui social media ci perdo circa un ora poi dipende cosa sono a fare per esempio in questi giorni sto vendemmiando e quindi l ho guardato per 10 min. 🙂

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  11. Ciao 👋 Cecilia
    Strumento indispensabili per quando devi trovare un luogo una via un posto da un bar devi per la prima volta andare da un dottore
    Indispensabile ormai per scansioni fotografi invio email ordino archivi ci lavoro e risparmio tempo
    Parlo contemporaneamente con i parenti e con amici con whatsapp
    Sento musica
    Per social ho una regola come per le telefonate 8/20 20 / 23 Un abbraccio 🤗

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  12. Ciao Cecilia,
    Quando lavoravo,non passavo molto tempo a guardare il telefono,ma da quando sono a casa ,vuoi per aggiornare il mio sito,vuoi per aggiornare la pagina fb,passo almeno 4 ore con la faccia davanti allo schermo.
    La cosa che mi lascia perplessa è che nonostante io cerchi di utilizzarlo come mezzo per farmi pubblicità o procacciarmi clienti,quei pochi risultati arrivano dal passaparola ma questo non mi basta. Che sia uno strumento valido ma solo in alcune situazioni? Grazie per il video mi ha fatto riflettere.

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  13. viao, io anche passo in media 1 oretta al giorno. Sono d’accordo che la dipendenza sia generata dal bisogno di piacere o farsi riconoscere dagli altri.Significa forse che soffriamo tutti di bassa autostima?

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  14. Hai ragione Cecilia,ma siamo noi ad essere apprezzati agli altri;tu sei qui per servire la tua tribù.La mia dipendenza ai social media varia di di giorno in giorno.Ti ringrazio per essermi stata d’aiuto Cecilia!!!!

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  15. Ciao splendida! Come sempre i tuoi post sono pungenti e sempre molto attuali. Come sempre il problema non è lo strumento ma l’ultilizzo che se ne fa. Mi fa sorridere chi dice da oggi ho chiuso con i social (e come fanno a seguirti??😜) , ho chiuso con whatsapp ecc.. Internet e le piattaforme social in generale sono lo specchio della società quindi ci trovi di tutto e di più dalle riflessioni belle (come i tuoi post) alle stupidate, dalla foto sciocca a quella artistica, sta a noi alla nostra intelligenza saper scegliere cosa e come seguire. Per quanto riguarda il tempo che ci si passa basta darsi una tempistica: mezz’ora/un ora al mattino, al mezzogiorno o alla sera, ognuno si gestisca il tempo come vuole basta che sia un periodo misurabile e limitato.
    Un abbraccio.

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