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Ognuno di noi indossa delle lenti diverse, attraverso cui guarda al mondo.

E ogni paio di lenti ha un diverso colore, una diversa forma e una diversa messa a fuoco.

Ecco come nasce la maggior parte dei conflitti.

Dalla convinzione che le nostre lenti, il nostro modo di vedere le cose in altre parole, sia l’unico che c’è, o il migliore in ogni caso.

Cecilia Sardeo Podcast

Quando discutiamo con una persona, in famiglia o al lavoro, siamo entrambi dalla parte della ragione, secondo la nostra prospettiva. Stiamo indossando entrambi le nostre lenti e naturalmente, vogliamo spuntarla sull’altro a tutti i costi, per dimostrare che sono le migliori.

Tutto questo all’inevitabile prezzo di consumare un sacco della nostra energia, e rischiare di rovinare un rapporto.

La buona notizia, è che c’è un modo diverso di vincere un conflitto. Un modo molto più utile nel lungo termine.

Un modo che puoi mettere in pratica in 3 semplici step già a partire da oggi, se dovessi averne bisogno.

 

Step 1.

Prima di reagire o rispondere d’impulso, fermati per qualche secondo e pensa ad una cosa che potrebbe essere valida, tra le tante che la persona di fronte a te sta dicendo. Ne basta una soltanto. Un punto in cui anche tu ti trovi d’accordo.

Se proprio non la trovi, prova semplicemente a dire queste parole: “Hai ragione, è una situazione fastidiosa, confusa ____ (riempi tu lo spazio).

Questa semplice frase, fa perno su qualcosa su cui entrambi siete d’accordo: il fatto che questa discussione non sia delle più piacevoli.

Semplicemente riconoscendo questo verbalmente, crei un comune denominatore con il tuo antagonista, un ponte . Senza alcun giudizio di merito o ragione.

 

Step 2.

Se la persona che hai davanti tira fuori il peggio di te e il tuo risentimento è troppo forte per permetterti di creare un ponte, prova a pensare a qualcosa che apprezzi di questa persona: potrebbe essere tanto semplice quanto il colore degli occhi. O la caparbietà che sta dimostrando in questa discussione.

Qualunque cosa sia, fisica o caratteriale,fai un bel respiro e pensa queste parole: “Ti apprezzo per___ (riempi tu lo spazio).

Istantaneamente nota come cambia la tua postura. Le spalle si rilassano così come i tratti del volto. Non ci vorrà molto perché anche l’altra persona noti la differenza, anche solo inconsciamente, e cominci a calmarsi di conseguenza mostrando un atteggiamento più aperto e costruttivo nei tuoi confronti.

 

Step 3.

Una volta che hai dato ragione sul fatto che la situazione è poco piacevole per entrambi, creando così un ponte, una volta che hai ambiato atteggiamento fisico e verbale nei confronti dell’altra persona, pensando a qualcosa che apprezzi di lei, è il momento fatidico di una discussione.

Quello in cui esprimi la tua opinione.

Anche qui c’è qualcosa di molto importante da tenere a mente.

Non usare mai la congiunzione “MA”, ad esempio “capisco quello che dici MA ___

Usa invece la congiunzione “E”.

Crea un ponte sempre più solido tra il tuo modo di vedere e il suo. Fai capire che il tuo pensiero si aggiunge al suo, non lo contrasta.

Sembra un dettaglio senza importanza ma così facendo potrebbe nascere una soluzione che nessuno di voi aveva pensato prima, quando entrambi eravate troppo presi dalla voglia di spuntarla a tutti i costi.

Ed eccoli qui, 3 step per per affrontare ogni conflitto nel modo più costruttivo e pacifico possibile.

E’ il tuo momento.

Qual’è stata l’ultima volta che ti sei trovato in una situazione di conflitto con un collega, un amico o in famiglia? Come sei riuscito a risolverlo?

Ispirati e lasciati ispirare.

cecilia sardeo firma nome

8 commenti su “3 Modi per Evitare Qualunque Conflitto”

  1. non posso che darti ragione un po di rapport non fa che bene in un confronto anche se a volte come nel mio caso in una cabina d’aereo preferisco gestire la situazione .Ciao e buone ferie anch’io sono di treviso .

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  2. Non riesco a sopportare che una persona senza nessun motivo attacchi con argomenti pesanti il mio lavoro o la mia categoria adducendo sciocchezze e luoghi comuni solo per farmi rabbia e…magari a casa mia mentre mangia la cena preparata da me…mi spiace ma non riesco a reagire se non con rabbia.

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    • Posso immaginare quanto possa essere difficile non reagire Carlo. Quello che mi aiuta in situazioni simili, è ricordarmi che se lascio che la rabbia prenda il sopravvento cado con tutte le scarpe nella trappola del mio interlocutore. Pensa che le critiche gratuite e non costruttive, rivelano più spesso un problema di chi le fa, piuttosto che nostro. A volte, il bisogno di sentirsi superiori o più importanti. La prossima volta che ti capita immagina che il tuo interlocutore sia un bambino, riducine le dimensioni e sorridi pensando che sta solo facendo i capricci per attirare l’attenzione 🙂

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  3. Quando nasce un contrasto, rispondo subito in modo chiaro e rivendico la bontà del mio ragionamento. Se l’avversario non demorde, cerco di distogliere l’attenzione di entrambi dall’argomento in discussione proponendo qualcos’altro, per alleggerire l’atmosfera, oppure con un pretesto qualsiasi cambio aria. Mi tengo le mie idee e lascio all’altro le sue. Esco e mi distraggo finché mi è sbollita la rabbia, in modo che al ritorno il clima possa tornare sereno. Tengo per buono l’assunto che “il modo migliore per vincere in una discussione è evitarla”. Ognuno di noi ha il suo mondo interiore, e i suoi tempi di elaborazione e di crescita. Nessuno ha il diritto, né i dovere, di insistere per far cambiare idea a qualcuno. “Cambiare quello che si può cambiare, accettare quello che non si può cambiare, trovare la saggezza per distinguere la prima situazione dall’altra”: è la mia regola di vita. 🙂

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  4. Grazie, Cecilia, è un grosso aiuto.
    Una bella idea, spero di riuscre a metterla in pratica.
    Un po’ alla volta ci riuscirò.
    Bellissima la tua positività, grazie!

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  5. Tu hai ragione. In realtà i conflitti ( per mia esperienza) non sono preannunciati , sì da avere il tempo di prepararsi…insorgono . E quando c’ è un repentino cambio umorale , la gestione del “conflitto” a livello emozionale diviene ardua. Il risultato è che esce fuori il peggio di me ….le parole sono sassi. Ti ringrazio comunque !

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    • Ciao Massimiliano, ti capisco, eccome se ti capisco. La reazione dell’altro forse non è del tutto preannunciata, ma la nostra diventa prevedibile se sempre la stessa alla medesima situazione. Il che forse ci offre la possibilità di provare a gestirla anche se in pochi secondi. Certo, non basta un giorno, a volte non basta una vita intera, ma vale sempre la pena provare qualcosa che ci può rendere meno reattivi 🙂

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