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Qualche anno fa, ero agli inizi della mia carriera.

Avevo appena cominciato a lavorare per una nuova azienda ed ero…be, come si suol dire l’ultima ruota del carro.

Era un’azienda straordinaria, piena di opportunità per crescere, così all’avanguardia che avevo la possibilità, come nuova arrivata, di scegliere un mentore tra i dirigenti di allora, che mi guidasse nel mio percorso di crescita. E così scelsi una donna disponibile del gruppo, che sembrava essere molto preparata e sicura di sé, una sorta di modello che avrei potuto prendere ad esempio.

Il programma di mentorship non andò proprio come me l’ero immaginato. Avevo la netta impressione, più tardi confermata, che la mia mentore stesse facendo del suo meglio per tarparmi le ali nella mia crescita professionale e mettermi i bastoni tra le ruote. Addirittura rideva di fronte ai miei tentativi di condividere nuove idee, che giusto per dovere di cronaca, sarebbero state adottate in seguito, ma in circostanze più favorevoli.

Per farla breve, è stato uno dei periodi più difficili della mia vita lavorativa. Sapevo di poter crescere, ma ero completamente bloccata. Cominciavo addirittura a pensare che forse era vero, non ero sufficientemente brillante per farcela. Che la mia mentore aveva ragione. Non voglio nemmeno pensare a dove sarei adesso se quella convinzione avesse messo radici stabili nella mia mente.

Quindi, per tornare un attimo al momento presente, che cosa puoi fare quando senti che le persone stanno giudicando le tue capacità e il tuo potenziale direttamente o indirettamente e come evitare il rischio di credere a ciò che dicono?

Be, sono convinta che richieda una vita, ed è un percorso di apprendimento continuo, ma la buona notizia è che diventa più facile nel tempo.

La prima cosa da fare?

1. Rompi il circolo vizioso, notando quando sei tu a giudicare gli altri

Se ci pensi un attimo, concorderai con me che la nostra prima reazione alla maggior parte dei discorsi che sentiamo dagli altri, è una valutazione. Giusto o sbagliato, valido o scorretto, normale oppure no.

Siamo talmente abituati a giudicare gli altri da trovarci fin troppo spesso a farlo per abitudine. In automatico. Che si tratti di qualcuno che indossa qualcosa che tu non metteresti mai, o la signora che non riesce ad infilare la macchina nel parcheggio o un amico che ha fatto una scelta diversa da quella che ci saremmo aspettati.

Ora, secondo la legge dell’espansione, le cose su cui ci concentriamo ripetutamente, sono anche quelle che si estendono a macchia d’olio nelle nostre vite. Questo significa che più giudichiamo altre persone, più giudizio da parte degli altri attiriamo verso noi. Trovandoci intrappolati in un labirinto senza uscita.

Questo allora è un esercizio per te: per un giorno soltanto, prova a ‘’beccarti’’ nell’atto di giudicare qualcuno o qualcosa. Appena te ne accorgi, augura a quella persona che stavi per giudicare o hai appena giudicato, qualcosa di bello. Potrebbe essere tanto semplice quanto una buona giornata.

Fallo con il pensiero, non serve tu lo dica a voce alta. L’importante è che sia autentico e venga dal cuore. Qualunque cosa ti auguri per le persone che ami, prova ad augurarlo a qualcuno che non conosci bene o non ti va troppo a genio.

Dopo di che, osserva se cambia il modo in cui ti senti (indizio? ti assicuro che cambierà parecchio … e in meglio 🙂

Dopo che ti sei familiarizzato con l’esercizio una prima volta, riprova una seconda. Non aspettarti di riuscirci sempre. Una volta al giorno può essere sufficiente per cominciare, e poi da lì cerchi di ripeterlo con maggiore frequenza. Diventerà più semplice con il passare del tempo e riducendo le critiche gratuite verso gli altri ti darai l’opportunità di comprenderli meglio e comincerai a notare un cambiamento significativo nelle tue relazioni con le persone, a molti livelli.

La seconda cosa da fare?

Step 2. Sfrutta le critiche a tuo vantaggio

Più spesso che non, le nostre reazioni alle critiche e il giudizio che esprimiamo nei confronti degli altri, riflettono un giudizio che abbiamo anche per noi stessi. Quindi è fondamentale che quando intercettiamo una critica che stavamo per fare nei confronti di qualcuno, proviamo ad analizzarla per capire che cosa significa davvero per noi.

Il modo migliore per farlo, è trovare un posto tranquillo per ricongiungerti al tuo io più autentico, quello che non cambia in relazione a cosa dicono gli altri. Siediti e resta semplicemente qualche minuto in silenzio (puoi mettere un timer se hai poco tempo), concentrandoti semplicemente sull’atto dell’inspirare e dell’espirare.

In questo modo cominci ad osservarti da una posizione di neutralità e cominci a diventare più consapevole del fatto che tu non sei né la persona che tutti riempiono di complimenti, né quella che tutti riempiono di critiche.

Per qualche minuto diventi un osservatore quasi divertito che guarda dall’alto, non più ipnotizzato dal giudizio altrui o da quello che tu hai di te stesso. E acquisti così consapevolezza della tua vera identità, libera da qualsiasi forma di giudizio.

Non dimenticare che ogni persona che incontri ha qualcosa di speciale da darti – ma solo se tu sei aperto a riceverla.  Spesso uno scontro ti apre una finestra su quello che tu non riesci ad accettare di te stesso. Uno sguardo onesto oltre quella finestra ti farà capire che spesso le reazioni che hai nei confronti degli altri, ti danno più informazioni utili su te stesso che non su di loro.

Passare da un dialogo interiore negativo verso te stesso e gli altri, ad un dialogo costruttivo e compassionevole farà sentire la differenza nella tua quotidianità. Garantito 🙂

3) trasforma la tua rabbia in energia costruttiva

Quando ho capito che la mia mentore non mi stava supportando affatto, al contrario, stava facendo del suo meglio per screditarmi di fonte ad altri membri influenti dell’azienda, mi resi conto che la mia unica via d’uscita era fare leva sulla mia frustrazione per trasformarla in energia costruttiva. Così mi sono rimboccata le maniche e decisi di lanciare una sfida al mio capo per avere una promozione. Se avessi perso, avrei rassegnato le mie dimissioni. Vinsi la sfida, e oggi quello che allora era il mio capo, è il mio socio 🙂

Quindi la prossima volta che senti così tanta energia negativa che saresti capace di lanciare un tavolo fuori dalla finestra, fermati per un momento e pensa. Se riuscissi a canalizzare la stessa identica energia altrove , quante cose pazzesche riuscirei a fare per poter risolvere il problema che mi sta torturando?

Senza che nemmeno l’avessi previsto, la mia reazione costruttiva ad una situazione che sembrava senza uscita, mi ha fatto fare il salto più importante per la mia carriera. Non posso dirlo con certezza, naturalmente, ma ho la netta sensazione che se non mi fossi trovata in quella situazione, non avrei trovato le energie necessarie per riuscirci, o comunque ci sarebbe voluto molto più tempo. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno sari stata grata a questa persona!

Ricorda, come dice Pema Chodron ‘’se impariamo ad aprire i nostri cuori, tutti, incluse le persone che ci fanno impazzire, posso diventare i nostri insegnati’’.

Ma io ho parlato abbastanza. E’ arrivato il tuo momento:

 Come reagisci quando ti senti giudicato? E qual’è la rua ricetta per affrontare queste spiacevoli situazioni?

Condividi i tuoi pensieri sui commenti qui sotto. Non vedo l’ora di conoscerli tutti 🙂