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Siamo in così tanti a trovarci impantanati nella parte incompleta della nostra vita.

Liste non finite di cose da fare che ci lasciano insoddisfatti a fine giornata, progetti non finiti che riempiono spazio nel tuo computer o nel tuo garage.

Sogni irrealizzati e idee mai portate a termine, che rubano la tua energia mentre ti chiedi che cosa sarebbero potuti diventare.

Non portare a termine quel che cominci e finire per non raggiungere un obiettivo, non è solo una brutta abitudine, ma è anche il modo più rapido per restare frustrati con noi stessi e bruciare tutte le nostre cartucce.

Cecilia Sardeo Podcast

E’ vero, cominciare è già uno step non indifferente.

Ma la vera differenza sta nella nostra capacità di finire o meno.

Quindi la domande è: come possiamo finire quello che cominciamo?

E la riposta ruota intorno a 3 semplici suggerimenti pratici che per me hanno funzionato alla grande:

1. Seleziona con attenzione a cosa dici SI

Ogni volta che dici SI a qualcosa, stai dicendo NO a qualcos’altro.

Quindi è essenziale che tu sappia a che cosa stai dicendo NO.

Ora, se sei come me, conosci bene quella tendenza quasi naturale a voler dire di SI alle richieste di tutti, un po’ per paura di creare conflitto, un po’ per la voglia di essere accettati.

Ma è una fregatura.

Infatti quando diciamo SI a tutti, finiamo per non dire SI a nulla.

Ci sovraccarichiamo di cose e finiamo per non riuscire a tenere fede agli impegni presi, se non a scapito della nostra salute e serenità.

Sarai forse in grado di compiacere gli altri, ma di sicuro non compiacerai te stesso. Il che avrà un impatto non troppo positivo nella tua vita, a lungo andare.

Imparare a dire NO è il modo migliore per recuperare l’energia che ti serve per finire ciò che conta davvero, che si tratti della tua vita personale o professionale.

2. Qualunque cosa tu faccia usa blocchi di 90 minuti Un altro dei nemici numero uno della nostra capacità di portare a termine qualunque cosa, è il ben conosciuto multitasking.

Qualcosa che ci viene quasi venduto come un pregio, una qualità che dobbiamo acquisire, ma che in realtà ci da solo la parvenza di star facendo un mucchio di cose, senza discriminazioni di valore o qualità.

Le ricerche stimano che perdiamo una media del 28% di una giornata lavorativa ordinaria in a causa del continuo multitasking:

Il 28%!!! E’ tantissimo! Troppo!

E un dato ancora più pazzesco è quello secondo cui chi lavora usando un computer, cambia finestra o programma una media di 37 volte all’ora. Ora, non fraintendermi.

Non dico che il multitasking non sia possibile, dico che NON è MAI efficace.

Viene sempre al prezzo di efficienza e qualità.

La prossima volta che stai lavorando a qualcosa, organizza il tuo lavoro in blocchi di 90 minuti ininterrotti. Mi piace pensare che in 90 minuti è possibile finire qualunque cosa, o perlomeno parti di un progetto più grande.

E la cosa più divertente è che questa convinzione spesso si trasforma in realtà anche per task che normalmente richiederebbe più tempo. Questo per 2 motivi: – il primo è che senza il blocco temporale prestabilito, saresti interrotto da mille altre cose contemporaneamente

– il secondo è legato alla legge di Parkinson, in base a cui più tempo ti dai per finire un lavoro, più ne impiegherai per portarlo a termine. 3. Abbassa le aspettative

E di questo sono estremamente colpevole!

Vedi, una delle cose che ci porta a non finire mai qualcosa, è il fatto di credere che non sia mai abbastanza…perfetto.

C’è una frase sul muro dell’ufficio centrale di Facebook che dice: ‘’finito è meglio che perfetto’’. Ed è proprio questo il punto.

Se aspetti che qualcosa sia perfetto, non lo finirai mai. Perché la perfezione non esiste e lo spazio per il miglioramento è sempre possibile.

Ma più aspetti, nel dubbio di poter fare meglio, più dubbi e incertezze ti assaliranno. Aspettare il momento in cui tutto sarà perfetto è il modo migliore per restare bloccati e non finire mai.

E lascia che ti dica un’altra cosa.

Condividere e ricevere feedback, è il modo più rapido ed efficace per migliorare. Ogni volta che lancio un nuovo progetto, ho sempre un ideale in testa. E per lungo tempo questo ideale mi ha portato a rinviare le scadenze di lanci importanti.

Ero paralizzata alla sola idea che quello che avevo fatto non fosse perfetto.Poi ho imparato a lasciare andare questo bisogno di controllo, del tutto controproducente per la mia carriera, e sono entrata nell’arena senza più aspettare quel momento perfetto immaginario.

Ed eccole qui, 3 semplici ma efficaci modi per cominciare tutto ciò che finisci.

Ricorda, più spesso che non, la soluzione siamo proprio noi e come guardiamo alle cose 🙂

Ma come sempre è arrivato il tuo momento. Quale strategia usi per combattere la voglia di rinviare e finire quello che cominci?

Fammelo sapere nei commenti qui sotto. Ispirati e lasciati ispirare.

cecilia sardeo firma nome

41 commenti su “3 Step Efficaci per Finire Tutto Ciò che Cominci.”

  1. Ringrazio sempre per i pensieri felici che mi trasmetti e che contribuiscono anche alla mia crescita personale e anche di altri. Complimenti per la persona solare e positiva che sei e che riesci a trasmettere e, mi scuso per questo breve commento, complimenti sia per la scelta dei vestiti e del trucco, modesti, discreti ma che trasmettono bene la tua personalità. Grazie ancora

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  2. grazie, riesci sempre a farmi sorridere e pensare …..
    scopro che non sono sola ad affrontare i problemi, che con piccoli ma importanti accorgimenti si possono risolvere, o almeno ci si incammina sulla strada per risolverli .

    Rispondi
  3. Ciao,
    Io mi metto in condizione di stress, per finire.
    come dici tu, inizio mille cose e poi non le finisco.
    Mi par sempre che ci sia tempo e nel frattempo inserisco altre cose.
    Poi finisco quelle importanti riducendomi all’ultimo momento
    magari facendo notte e arrivando in automatico al tuo 3° step.
    Il mio peggior tormento!
    I tuoi suggerimenti mi sembrano validi, cercherò di metterli in atto.

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    • Fammi sapere come va Dino, e sappi che non sei il solo. Personalmente ho imparato non senza fatica, che lo stress e l’eccesso di impegni non mi portava a nulla, ma proprio quando staccavo, anche se faticosamente, mi venivano in mente le idee più straordinarie e ripartivo con una marcia in più. Da allora mi ”impongo” un periodo di riposo anche quando non vorrei fermarmi.

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  4. Queste piccole gocce di realtà contribuiscono a dare ossigeno alla nostra vita. Trovo molto bello,efficace e positivo quanto mi viene regolarmente inviato. A cecilia sardeo e chi le “sta dietro” auguro personalmente tutto ciò che di bello e buono possono desiderare. Con gioia. Toni

    Rispondi
  5. Grazie..cercherò di metterlo in atto..è molto importante. .anche perché se inizi un progetto..devi arrivare a una conclusione. .ho conluso una correzione di un libro. .ma chi ho scelto per presentarlo..mi ha detto di riguardarlo..mi sn un po scoraggiata e l ho lasciato..ciao

    Rispondi
  6. Ohhh mi ci ritrovo in moltissimo, inizio, inizio, inizio e inizio un sacco di cose, poi mi dico che ho tempo, poi mi piace perderne un pochino e via così….
    ma non sono solo questo, sono anche organizzata efficiente, veloce e costruttiva quindi non faccio altro che ricordarlo a me stessa con tanto di complimenti e finisco in bellezza quanto ho programmato di fare.
    Tempo fa ero una macchina da guerra super programmata per la massima efficienza e resa e per me “cazzeggiare” e saltare da una cosa all’altra è stata una conquista, ora mi incammino verso un’equilibrio dei due aspetti.

    Desidero ringraziarti per quanto ci dai con le tue parole, per le porte che ci apri con invito sorridente.

    Buona vita.

    Mary

    Rispondi
    • Ah Mary, come mi rispecchio nelle tue parole. Credo proprio che farò un video anche sull’aspetto dell’equilibrio tra produttività e riposo. Grazie per l’ispirazione 🙂

      Rispondi
  7. Sì, hai proprio ragione. Sui blocchi di tempo di lavoro ininterrotto ho già cominciato, mentre la frase “finito è meglio che perfetto” l’ho scritta sulla lavagna davanti alla scrivania.

    Grazie.

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  8. Salve, anche io non finisco, prevalentemente ciò che iniziò. Non so perché. Posso presupporre per stanchezza o perché, poi penso di non esserne all’altezza. Vorrei cambiare le cose..

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  9. Ciao Cecilia, anch’io sono colpevole in tutti e tre i punti che elenchi ci casco regolarmente, dico sempre si a tutti e a tutto per la paura di deludere qualcuno, non riesco a stare focalizzato sul progetto che ho in mente e comincio a vagare per altre 10/100 cose, sono un maledetto perfezionista, trovo sempre qualche altra cosa da modificare/aggiungere.
    Prometto da adesso farò tesoro di questi tuoi suggerimenti.

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  10. Io comincio mille cose e sono sempre carica di entusiasmo, preparo migliaia di liste di cose da fare, sono felicissima quando riesco a depennare le voci di quelle interminabili liste, che proprio perchè sono interminabili mi lasciano sempre insoddisfatta, quindi “cominciare” per me non è un problema, il vero dramma è finire, mi riduco a finire i lavori a notte inoltrata, ma il lavoro per forza perchè devo mangiare, ma tutti gli altri progetti rimangono lì in corso d’opera e passo da uno all’altro e non faccio mai bene niente. Ecco la mia strategia: niente strategia.

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    • Un giorno una persona mi ha detto che la maggioranza di ciò che vuoi deriverà da una minoranza di quello che fai ed esistono una To do list e una Success list. La prima è lunghissima e ti disperde da tutte le parti, la seconda è corta e ti indirizza verso una direzione specifica. Dobbiamo sforzarci di eliminare quello che facciamo per abitudine ma non è del tutto necessario e lasciare solo quello che non solo è necessario ma anche strategico alla direzione che abbiamo in mente.

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  11. Ciao mitica Cecilia! Sei la numero 1 😉 . Concordo al 100% su quello che hai detto nel video. Per questo tuo fantastico sito hai utilizzato Op2 ? Grazie comunque per le fantastiche dritte che dai sempre con estrema umiltà e professionalità. Un abbraccio di Luce anche a Te 😀 Tommaso

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    • Ci giro intorno, faccio altro per non affrontare ciò che devo (la tesi di laurea) perchè l’ansia di concludere mi assale, oppure comincio e mi sembra che ciò che ho scritto non sia “apposto” e allora tergiverso, cancello, riscrivo, mi interrompo e rimando, …perchè in sostanza ho paura … ed è una vita che è così gli esami gli ho finiti da un secolo! ho fatto di tutto pur di rimandare quest’appuntamento e ora ad un’età indicibile ho deciso che è ora di finirla, in tutti i sensi…lo faccio solo per me.

      Rispondi
      • Ciao Antonella. Possibile ti faccia paura quello che accadrà dopo la laurea? A volte il timore (più o meno consapevole) di un futuro incerto ci porta a rimandare. Personalmente sono convinta che la maggior parte delle situazioni d’ansia nascano da 3 grandi paure:

        1. paura che sia troppo difficile
        2. paura che perdiamo qualcosa
        3. paura che non siamo all’altezza

        Il modo in cui io gestisco queste paure, è quello di sfidarle invertendone il significato. Così ad esempio, se hp paura che sia troppo difficile , mi sforzo di pensare: e se invece fosse più facile di quello che penso?

        Se temo di perdere qualcosa, nella nuova situazione, penso: e se invece guadagno qualcosa di ancora più prezioso?

        Se temo di non riuscire, provo a pensare, e se invece ce la faccio?
        Entrambe sono ipotesi, ma possiamo sempre scegliere quella a cui credere :-*

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  12. Ciao Cecilia, hai ragione.
    L’obbiettivo deve essere misurabile ed avere una scadenza e deve essere grande per stimolarci nel suo raggiungimento.
    Troppe volte si lavora eccessivamente ad un business plan nella speranza che sia perfetto e quasi senza sorprese.
    Bisogna partire che tanto le cose le aggiusti dopo.

    Rispondi
    • Verissimo, senza contare che possiamo pianificare ogni minimo dettaglio, ma poi è la vita a ricordarci che quasi nulla è sotto il nostro assoluto controllo 🙂

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  13. Ascolto con senso di condivisione i tuoi suggerimenti ma dopo poco tempo, rientro nel mio habitat con un reset dei buoni propositi assunti.
    Come fare per tenerli in evidenza, in stand by nello spazio della memoria?

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    • Ciao Paolo, quello che a me aiuta moltissimo, è pensare di seguire un determinato proposito ”solo per oggi” e ripetermi questo ”solo per oggi” ogni singolo giorno. In questo modo non mi faccio prendere dalla pigrizia o dall’ansia per aver pianificato un periodo molto più lungo. Un passo alla volta, ogni giorno, solo per oggi 🙂

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  14. Cara cecilia
    Leggo sempre tutto ciò che mi invii,ma in questo video mi ci rivedo molto,ho la brutta abitudine di rimandare sempre mi interesso di molte cose ma quelle che porto realmente a termine sono poche.
    Vorrei riuscire a lavorare nell’attivita’che ho scelto che e’ un network sulle energie rinnovabili,ma il mio entusiasmo si spegne non tanto per i no che ricevo,ma per l’indifferenza che ricevo all’interno della mia famiglia.
    Questo mi porta a pensare che non sono “buono” per quella attivita’ quindi mi rattristo e rallento molto la mia iniziativa,cosi facendo mi spengo lentamente e non riesco a realizzare cio’ che desidero.
    Scusa lo sfogo ma non ho nessuno con cui parlarne.
    Grazie per l’aiuto che dai a tutti noi.
    Luce e pace a tutti voi carlo

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  15. Ciao Ceciliia, leggerti ogni mattina, mi ha fatto diventare tua amica anche se non reciproco perché non mi conosci, è un piacere ricevere i tuoi punti di vista tanto vicini ai miei che spesso necessitano di uno scossone per rimettermi in bolla. Ho pensato fosse giusto ringraziarti.
    sai cosa faccio io quando mi trovo davanti a più cose e spesso sconosciute (come free lance devo cogliere l’attimo e non posso permettere di essere picky) ma di cui ho bisogno per pagare l’affitto? mi lancio, col meglio che riesco a dare e con l’entusiasmo di una bimba, il peggio che possa succedere è non riuscirci, ma senz’altro non avrò ucciso nessuno e ci avrò almeno provato. un abbraccio c

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  16. Cara Cecilia.
    Grazie dei tuoi preziosi suggerimenti che condivido al 100% (in particolare, da quando ho imparato a dire più no la mia vita funziona mooolto meglio!!!) . Anche abbassare le aspettative lo trovo utilissimo.Riguardo al secondo step, pero (2. Qualunque cosa tu faccia usa blocchi di 90 minuti) se sei dipendente e il tuo capo la pensa diversamente (nel senso che ti interrompe ogni 15 minuti cambiandoti le priorità…) è pressochè impossibile metterlo in atto ….

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    • Purtroppo non si può fare molto per evitare di venire interrotti da un superiore, eccetto che parlargli e fargli capire in qualche modo che interrompere meno sarebbe solo un vantaggio per lui.

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  17. Ciao Cecilia. E’ vero anche per ció che scrivi, anzi per é ancora peggio perché ultimamente quando so che devo fare qualcosa, rimando la partenza. Sapendo che poi staró male al pensiero di non avere nemmeno cominciato ció che devo fare. Mi manca quella spinta iniziale per cominciare invece di dirmi sempre domani. Leggendoti mi rispecchio nelle tue parole perché anche finire ció che comincio è sempre una lotta con me stesso. Quindi proverò con latecnica dei 90 minuti oppure se mi puoi suggerire qualcosa tu di tuo, te ne saró grato. Ciao Riccardo

    Rispondi
    • Ciao Riccardo, prova a capire quale paura si trova dietro questo tuo desiderio di rinviare. personalmente sono convinta che la maggior parte delle situazioni d’ansia nascano da 3 grandi paure:

      1. paura che sia troppo difficile
      2. paura che perdiamo qualcosa
      3. paura che non saremo all’altezza

      Il modo in cui io gestisco queste paure, è quello di sfidarle invertendone il significato. Così ad esempio, se hp paura che sia troppo difficile , mi sforzo di pensare: e se invece fosse più facile di quello che penso?

      Se temo di perdere qualcosa, nella nuova situazione, penso: e se invece guadagno qualcosa di ancora più prezioso?
      Se temo di non riuscire, provo a pensare, e se invece ce la faccio?

      Entrambe sono ipotesi, ma possiamo sempre scegliere quella a cui credere 🙂

      Rispondi
  18. Questo video è meraviglioso!
    Ti seguo da anni, ma questo è uno di quelli che mi hanno colpito di più!!!
    Il motivo è molto semplice: io sono tutte e tre queste cose, in maniera direi estrema.
    In particolar modo mi prende il desiderio di perfezione, o per dirla meglio di eccellenza.
    “L’eccellenza è un valore, il resto è una perdita di tempo.”
    Questo vale in tutti i campi: dal preparare una torta al riordinare la casa. Penso che sia meglio un vero casino che un ordine fatto male.
    Nello stesso tempo mi rendo conto che questo modo di fare e pensare sia estremo, controproducente e faccia vivere male.
    Per questo motivo continuo a rifletterci, cercando una via di fuga.
    Ultimamente mi è capitata una cosa interessante, che anche se non mi ha risolto il problema, mi ha dato delle spunti interessanti su cui riflettere.
    Sono rimasto molto soddisfatto da due lavori che ho portato a termine. Senza entrare nei particolari, ti dirò che erano due cose di scavo e idraulica, cose di cui non mi occupo normalmente, ma che essendo relative al rifugio nelle Dolomiti che gestisco, ho deciso di fare da solo senza far salire nessuno dalla valle alla montagna dove sto.
    Ora, la mia riflessione riguardava il motivo per cui queste opere mi davano soddisfazione. Non tanto perché ero riuscito in due cose nelle quali non sono esperto, in fondo sono solo un dilettante evoluto in questo campo, ma vivendo in montagna bisogna sapersi arrangiare.
    Il vero motivo di soddisfazione era il fatto che il risultato finale era perfettamente coincidente al modo in cui avevo concepito il lavoro inizialmente.
    Idea – progetto – realizzazione, questi tre passi spesso non si sovrappongono e il risultato mi delude ed è fonte di stress.

    Ora arrivo finalmente alla mia riflessione: quali sono i criteri per cui concepiamo qualcosa da fare? Intendo qualsiasi cosa, da un quadro alla lista della spesa. Come facciamo a definire COME fare quello che devo fare per non cadere nella trappola della perfezione? La perfezione ci frega proprio perché è indefinita, e proprio per questo motivo non possiamo raggiungerla. Nel tuo video parli di “abbassare le aspettative”, quali sono secondo te i criteri per gestire/definire le aspettative e di conseguenza calibrare il progetto?
    Se io voglio fare una “torta meravigliosa e perfetta” mi apro all’infinito, se dico: “Voglio fare una torta di 5cm di altezza con la glassa al cioccolato senza grumi” mi restano solo due possibilità: ci riesco o non ci riesco.
    Tu cosa ne pensi?
    Grazie mille!
    Un caro saluto,
    Nicola

    ps: perdonami, ho scritto un poema 🙂

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    • Splendida riflessione Nicola. Credo che non ci siano dei parametri assoluti e che ciascuno di noi possa avvertire dentro di sè, quando il bisogno di perfezione sta arrivando all’estremo ed è il momento di fermarsi in questa ricerca senza fine (e fine a se stessa 🙂

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  19. Ciao Cecilia come sempre sei la numero uno , mi piace ascoltarti perche molte cose che dici e che so mi danno l’aiuto per ricordarmele . Vedrò di avere piu tempo per ascoltarti e per migliorare la mia vita . Comunque brava sempre molto brava .

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